Il
Basenji è un cane unico nel suo genere
e risulta difficile descrivere le sensazioni che si provano venendo in contatto con questa
antica razza.
E' un cane affettuoso, silenzioso, molto piacevole da accarezzare per
il suo pelo di seta.
Ha un carattere indipendente ed in molti suoi aspetti ricorda quello
dei gatti.
Qui di seguito riportiamo le principali caratteristiche dei Basenji.
E' comunque fondamentale prima di iniziare a pensare a un proprio basenji incontrarne qualcuno dal vivo, scambiare quattro chiacchiere con chi già ne possiede.
DIMENSIONE, PESO:da 40 a 43 cm; fino a 12 kg.
PELO E COLORE:corto e sericeo, fulvo o biondo con macchie bianche ed estremità della coda bianca: si possono trovare anche soggetti bianco-neri e bianco-neri focati. Dal 2000 in Europa è stato introdotto anche il mantello tigrato (brindle): maggior definizione ha l'effetto tigrato migliore verrà giudicato il soggetto.
ASPETTO: passo molleggiato, fronte che si corruga per curiosità o interesse, orecchie piccole ed erette, occhi "truccati a rimmel", coda arrotolata ad anello sulla schiena. Sorprendente la somiglianza con i cani ritratti dagli antichi egizi.
ADATTO PER coloro che amano il particolare e che apprezzano un cane intelligente e pulitissimo.
NON ADATTO PER coloro che preferiscono passare inosservati e che non possono dedicargli tempo. Per coloro che si aspettano un cane ubbidiente, pronto a portargli le pantofole.
ESIGENZE: ha bisogno di spazio, movimento e compagnia, ama stare al sole, non ama stare solo.
CURA: questa razza molto pulita ed igienista non richiede cure particolari. Normali vaccinazioni fanno parte delle attenzioni di base che devono essere rivolte a qualunque razza.
CARATTERISTICHE: se si ha un appartamento grande è un cane ideale per la casa: non puzza, si pulisce da solo come un gatto, non abbaia come gli altri cani, ma fa un versi particolari, molto originali e divertenti quanto scarsi; per lo più è molto silenzioso e riserva questo suo linguaggio a momenti speciali. E' molto allegro e amichevole.
CARATTERI DELLA RAZZA: intelligente, socievole, affettuoso, comunicativo. Non è sempre ubbidiente.
DIFETTI: sa come farsi valere e non con la testardaggine ma con la gentilezza. Non sopporta la solitudine e può vendicarsi.
MALATTIE TIPICHE: quelle comuni a tutti i cani. Questa razza può soffrire dei problemi derivanti dalla consaguineità a causa del numero ridotto di esemplari di origine. SI consiglia di prestare particolare attenzione alle origini del cane (pedigree) ed al luogo di provenienza.
ASPETTATIVA DI VITA: circa 12 anni.
FABBISOGNO ALIMENTARE GIORNALIERO per un soggetto di 10 kg. 740 calorie. Mangia veramente di tutto, molto meno rispetto a cani di razze diverse ma di uguale taglia. Può mangiarsi con indifferenza passerotti, merli, lucertole e quant'altro gli vada di mangiare. Adora frutta e verdura fresca. Riesce a frantumare ossa di qualunque tipo, anche le famigerate ossa di pollo e coniglio.
Ecco un filmato americano che vi mostra un gruppo di basenji.Cliccate qui e aspettate che sia caricato.
Luisa
IL BASENJI
tratto dalla sezione "razze" del sito www.dognet.itAntico cane originario dell’Africa Centrale, il basenji è
tutt’oggi poco conosciuto in Italia.
Testimonianze della sua storia passata sono date da alcune
raffigurazioni presenti nelle antiche tombe dei faraoni egizi, fra
cui la tomba di Cheope – da cui il nome di “cane di Cheope”. I
piccoli cani con la coda ad anello e le orecchie erette, raffigurati
in queste opere, sono straordinariamente somiglianti agli attuali
basenji. Pare che i basenji fossero stati portati in dono al faraone
da alcune tribù indigene, presso le quali questi straordinari cani
vivevano in precedenza e continuarono a vivere dopo la caduta
dell’impero egizio.
I basenji erano i “cani dei Pigmei”, i
loro piccoli e silenziosi segugi in grado di cacciare numerose
prede, fra cui i famigerati “ratti di canneto”, grossi topi che
possono raggiungere il peso di nove chilogrammi.
Per lungo tempo questi cani furono ritenuti estinti. Solo nell’Ottocento degli esploratori li scovarono nel Congo Belga – attuale Zaire - e, attratti dalle loro particolarità, li studiarono e decisero di introdurli in Occidente, non senza difficoltà. I primi esemplari portati in Inghilterra morirono infatti di cimurro. Verso la fine del 1800, un esemplare di basenji di nome Bosc era ospitato presso lo Giardino Zoologico di Parigi ed era conosciuto come “terrier del Congo”.
Solo dopo gli anni Trenta del XX secolo la selezione e l’allevamento del basenji riuscì a essere avviata con successo in Inghilterra e negli Stati Uniti. Il primo standard inglese della razza venne scritto nel 1939 – approvato il 24 Giugno 1942 -, mentre il primo standard americano fu approvato il 9 Novembre 1943.
LE CARATTERISTICHE DELLA RAZZA
Il basenji è un cane particolare. Abbastanza alto sugli arti, con torace piuttosto largo e ben disceso, ventre retratto, struttura inscrivibile “nel quadrato”, piedi piccoli e chiusi, si muove con estrema eleganza. Il suo trotto sciolto ricorda quello di un cavallino in miniatura, così come l’armoniosa curvatura del collo.
La coda, portata alta sul dorso, si arriccia su un lato, formando da uno a tre anelli ben serrati.
Questa caratteristica non è sempre riscontrabile nei basenji africani, che spesso presentano una coda poco arrotolata. La coda nei basenji riveste un’importante funzione di “timone” durante la corsa: quando un esemplare corre, la coda tende a srotolarsi.
I basenji presentano
spesso un’ernia ombelicale che non presenta difetto nella razza e
non ha bisogno di essere operate, a parte rarissimi casi.
La testa, larga in corrispondenza degli zigomi, si restringe
gradualmente verso il muso. Caratteristiche le rughe che si formano
sul cranio e sui prolungano sulla fronte e sui lati della testa
quando il cane è “in attenzione”.
Gli occhi sono piccoli e obliqui, preferibilmente scuri, con una caratteristica truccatura “a rimmel” che li rende particolarmente affascinanti. Le orecchie sono naturalmente erette.
Questo piccolo cane africano ha una pelliccia corta e setosa, specie se vive in casa. I soggetti più esposti alle intemperie sviluppano un pelo più crespo e protettivo. Caratteristica del pelo è l’assenza di odore. I basenji possono essere definiti simpaticamente cani “autopulenti” giacché hanno l’abitudine di lavarsi da soli come i gatti, caratteristica che si accentua allorché convivono due o più soggetti: in tal caso non è raro poterli osservare nell’atto di pulirsi reciprocamente.
Il basenji viene definito “cane muto”: anziché abbaiare preferisce comunicare con suoni particolari, fra cui uno simile allo jodel dei tirolesi. Ciò non significa che egli non sappia abbaiare.
Gli indigeni, che ancora oggi impiegano questi cani per la caccia, gli appendono al collo campanelli o collari contenenti alcuni oggetti che, con il movimento, producono rumore e permettono di individuare la posizione dei basenji nelle foreste. Secondo alcune credenze, i basenji hanno smesso di abbaiare perché questi collari abbaiavano per loro.
Altra caratteristica della razza è l’unico calore annuale, fatto che li accomuna ai canidi selvatici. Si è però notata, negli ultimi anni, la comparsa di soggetti con due calori annuali. Si può ritenere che questo fatto - insieme alla capacità di abbaiare, che potrebbe essere stata acquisita dopo l’accurata selezione occidentale della razza - sia dovuto alla domesticazione e al cambiamento delle condizioni di vita dei soggetti che vivono al nostro fianco rispetto a quelli che tutt’oggi vivono in Africa.
Il
mantello di questi cani deve presentare obbligatoriamente alcune
parti bianche: il piedi, la punta della coda e il torace.
E’ ammesso il bianco sulle zampe, sul collo e sul muso –
compresa la stella sulla fronte. Le parti bianche devono creare un
effetto armonioso, ma non devono mai superare in quantità il colore
di base.
Il basenji si presenta in quattro colorazioni: fulvo/bianco – la più diffusa, soprattutto in Italia, che può variare da un giallo-arancio piuttosto chiaro a un affascinante rosso intenso -, nero/bianco, tigrato/bianco e il più raro tricolore – nero/bianco con focature rosse o più raramente tigrate, che danno il cosiddetto “trindle”. I soggetti crema, presenti talvolta in Africa, sono stati esclusi dalla selezione in quanto si temeva potessero essere portatori del gene albino. Il tartufo è preferibilmente nero.
La
taglia ideale è di 40 centimetri per le femmine e 43 per i maschi;
il peso di 9 chilogrammi per le femmine e 11 per i maschi. La
selezione italiana della razza ha cercato di conservare le
caratteristiche di robustezza dei soggetti indigeni; per questo
motivo i basenji italiani si presentano spesso più bassi e robusti
rispetto a quelli selezionati in altre parti del mondo.
UN CANE NON ADATTO A TUTTI
È impossibile non lasciarsi ammaliare da questi bei cani. Non si può resistere al dolce musetto tutto rughe di un cucciolo grassottello che ti guarda con due occhietti espressivi e dolci. Ma tante volte, per il bene nostro e loro, è meglio resistere alla tentazione di portarsi a casa un cagnetto del quale non si sa praticamente nulla a parte ciò che si vede e quanto ci dice il commerciante di turno che vuole “sbolognare” il cucciolo, senza preoccuparsi delle conseguenze, oppure semplicemente perché nemmeno lui conosce il reale carattere della razza.
Prima di adottare un basenji bisogna sapere a cosa si va incontro. Non ci si deve fermare alle apparenze, a quel “non abbaia… è silenzioso… non ha odore… è pulito”. Il basenji è sì questo, ma è molto altro ancora. Il basenji è un cane particolare, non adatto a chiunque.
Se volete un cane obbediente, che vi corra incontro ogni volta che lo chiamate, che vi obbedisca e vi adori ciecamente: il basenji non fa per voi. Se volete un cane che vi aspetti tranquillamente a casa, per ore interminabili, del quale potervi dimenticare quando tornate stanchi dal lavoro: il basenji non fa per voi.
Se volete un cane tranquillo che non faccia alcun danno in casa: il basenji non fa per voi.Se non vi piace l’idea di farvi lavare da capo a piedi dalla lingua del vostro quadrupede, per ritrovarvi bagnati di saliva canina: il basenji non fa per voi.
Se pensate che tutti i cani siano
uguali, indipendentemente dalla razza di appartenenza, perché sono
soltanto “cani”: il basenji non fa per voi.
Datemi retta: spesso questi cani vengono adottati inconsciamente,
per poi essere abbandonati, affidati, rimandati al mittente in
quanto “difficili”, “particolari”, “strani”… “troppo
poco cani”! I basenji sono cani intelligenti, forse persino troppo
intelligenti. Sono molto curiosi, vivaci. Sono cani indipendenti e
allo stesso tempo sono “cani francobollo”. I basenji hanno
bisogno di compagnia, del loro branco umano o canino. Il basenji
viene solitamente definito un cane poco obbediente e poco
addestrabile.
Chi possiede uno di questi cani e ha avuto modo di studiarne il comportamento, sa bene che in realtà essi possono imparare tutto ciò che gli si vuole insegnare, a condizione di usare metodi di addestramento gentili, divertenti, e di iniziare in età molto giovane, dato che essi maturano presto.
Nonostante ciò, un basenji non obbedirà mai ai vostri comandi se non ne ricaverà nulla in cambio, non lo farà perché “vuole fare felice il padrone”: farà ciò che gli chiedete se gli conviene, se ne ha voglia e se non c’è nulla di più interessante da fare! Un basenji può rispondere 99 volte su 100 a un richiamo, ma ci sarà sempre quella centesima volta in cui non vi risponderà e se ne andrà per la sua strada.
Questo lo farà non perché è “stupido e disobbediente”, ma soltanto perché è dotato di una innata, estrema curiosità e se vedrà o sentirà qualcosa a mille miglia di distanza non sentirà ragioni: partirà a tutta velocità in quella direzione, incuranti dei vostri richiami e dei pericoli.
Certo: prima o poi tornerà – i basenji tornano sempre – ma il nostro mondo civilizzato è pieno di pericoli per un basenji curioso, primo fra tutti le automobili. Per questo motivo è sempre meglio lasciarli liberi solo in posti sicuri. Il basenji non considera il suo umano come un padrone, ma come un compagno, un amico.
Per questo non dovete aspettarvi obbedienza assoluta o assoluta sottomissione.Il basenji talvolta può essere “distruttore”: può distruggere indifferentemente il vostro divano stile Luigi Filippo come la vostra mensola dell’Ikea. Può fare coriandoli con il fazzoletto di carta che avete abbandonato nella tasca del cappotto così come con gli importantissimi documenti che avete lasciato per pochi secondi sul tavolo.
I basenji sono particolarmente attratti dai rifiuti: non vi conviene lasciare il sacchetto della pattumiera alla loro portata, perché potreste trovarla in pochi secondi disseminata per tutta la casa.
Niente è al sicuro con un basenji: lui salta come una gazzella su sedie e mobilio e si arrampica come un gatto sulle reti.
Questi cani adorano dormire in alto: è fatica sprecata tentare di tenerli lontani dalla vostra poltrona preferita, tanto appena vi distraete loro si fionderanno a dormire proprio lì! Il basenji è piuttosto possessivo con tutto ciò che considera una sua “preda”: dovrete usare astuzia e gentilezza per togliergli il bombolone al cioccolato che si è rubato dal piatto a centrotavola, naturalmente dopo aver scalato la rete divisoria che avete montato per tenerlo lontano dalla sala da pranzo!
Non si devono usare le maniere forti con un basenji: potrebbe arrabbiarsi e rivoltarsi.
Molto meglio la gentilezza. I basenji fanno giochi strani: amano mordicchiarsi fra di loro e mordicchiare le mani dei loro umani, anche quando diventano adulti.
Non è raro ritrovarsi qualche buco quando sono piccoli e non hanno ancora imparato a dosare la forza del morso. I basenji amano leccare: non è raro che si mettano a leccarvi da capo a piedi, con insistenza, come farebbero con un loro simile.
Amano il contatto fisico, ne hanno bisogno, tanto che spesso vi troverete con il vostro quadrupede appiccicato addosso come un francobollo, anche durante il sonno. Certo, perché i basenji amano dormire con i loro umani, ma non dormono accovacciati sui vostri piedi come i “cani normali: si mettono belli comodi, con la testa sul cuscino, attaccati il più possibile a voi. I basenji amano starsene sdraiati al sole; sono piuttosto diffidenti verso gli estranei, ma quasi mai mordaci.
Alcuni soggetti si dimostrano poco tolleranti nei confronti degli
altri cani.
Ci sarebbero mille e uno cose ancora da dire sul carattere dei
basenji, ma già così la lista dei possibili proprietari di basenji
si sarà assottigliata. Allora: crede di essere adatti a un basenji?
Se volete un cane imprevedibile: il basenji fa per voi.
Se volete un cane che pensa con la propria testa e reagisce di conseguenza: il basenji fa per voi. Se vi sentite disposti a lasciarvi un po’ educare dal vostro quattro-zampe: il basenji fa per voi.
Se siete disposti a dedicare tutto i vostro tempo libero al vostro cane, se siete dotati di molto senso dell’umorismo e siete poco attaccati alle cose materiali – pensate al vostro divano Luigi Filippo: il basenji fa per voi.
Dopo tutto, se non vi siete ancora spaventati all’idea di avere
uno di questi cani primitivi che vi gironzola per casa – e vi
assicuro che i basenji sono come le ciliege: uno tira l’altro -,
se non avete ancora smesso di leggere questa descrizione per andare
a cercare la scheda del pastore tedesco, allora devo proprio
ammetterlo: il basenji fa davvero per voi!
Autore: Eva Pianfetti
17/07/2006
I fedeli amici dell'uomo.
BASENJI e CANAAN DOG
VHS Realizzato da PUBBLICOM Padova 1999, pubblicato su you tube maggio 2013:
la copertina è nella sezione del sito Bibliografia