Italia Centrale e Sud: Luglio 2004
Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Umbria, Marche, Emilia Romagna

Come di rito anche quest'anno le nostre vacanze in moto si sono svolte a Luglio, fino a pochi giorni prima della partenza, come al solito, erano in forse  ma, miracolosamente anche questa volta ce l'abbiamo fatta.

La programmazione e gli itinerari sono sempre colpa mia, non è stato facile, non conosco molto l'Italia e ho raccolto informazioni motociclistiche e non, un po' in internet, un po' attraverso le guide del Touring Club o attraverso riviste prettamente turistiche.

Siamo partiti con le nostre due moto: Fugzu con Gispy l'Honda Transalp  e io con Lilliput la mia Honda Vigor. Entrambe tagliandate da 1000 km e gommate con Scorpion s/t.
Ciascuno con un bauletto centrale e il ragno per tenere le tute da acqua  ed eventuali bagagli in più. Io anche con il portacartina magnetico contenente solo la mappa utile giornalmente.
Fugzu azzera il contakm parziale solo alla partenza da Pistoia, io lo farò ogni giorno per avere una idea dei km percorsi giornalmente e per la benzina dato che la mia Vigor ha il serbatoio più piccolo.

Per quanto riguarda il necessario abbiamo portato il minimo come per il viaggio del 2003  ma aggiungendo un costume a testa e un telo da bagno.
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Ecco il Diario di questa vacanza :
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I GIORNO: 19 luglio
Partenza ore 8.30 con pieno di benzina, pantaloni di pelle e giacca estiva Dainese, pronti per l'unico tratto di autostrada di tutta la nostra vacanza, indispensabile per raggiungere velocemente l'Abruzzo e iniziare la vera avventura.
Giornata limpida ma con subito prospettiva di un gran caldo, preannunciato dai 30° delle 9. Traffico intenso, quasi fermo da Pistoia a Firenze, pessimo inizio  che ci fa pensare a cambiare subito il nostro itinerario...poi però si allenta  e manteniamo andatura di crociera sui 110 fino a Orte.
in questo primo tratto faccio una gran fatica, non trovo il giusto assetto, poi magicamentemi sposto indietro poco poco e... magia...iniziamo ad andare... l'attrito è sparito e Lilliput canta, io ritrovo sicurezza e la ascolto, felice. Io e Fugzu andiamo fluidi alternandoci alla conduzione nella guida.Usciamo ad orte, passiamo Narni, Terni e le "invisibili" Cascate delle Marmore: il caldo è afoso, 39°, passiamo il Lago di Pediluco, non c'è traffico, l'asfalto è ottimo. Rieti, Cittaducale, sosta pranzo a un chiosco (il secondo sulla destra prima dell'edicola: lo consigliamo di Paglialunga Claudio, Via Nazionale, Castel S. Angelo Pieti) alle Terme di Cotilia, panino caffè e acqua conditi da ottima gentilezza e possibilità di mettere un sacco di prelibatezze nel panino. Ripartiamo e decidiamo di cercare la Fontana delle 99 Cannelle in centro all'Aquila. 
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Seguendo le indicazioni sulla destra verso la Stazione la troviamo, un vero spettacolo nonostante i prezzi proibitivi dei Bar vicini. Una sosta solo per foto e rinfrescarci e  già stiamo salendo le Gole di Antrodoco, appena asfaltate, con limiti un po' bassi,dai 50 ai 70, ma deserte e tutte per noi, una vera poesia. Le moto si rincorrono, ci dimentichiamo dei freni, è solo un virtuosismo per cercare la traiettoria, l'inclinazione e la variazione di gas migliori. Viali alberati, paesini deserti, l'aria che sibila nelle prese d'aria spalancate dei nostri caschi. Il santuari costruito nella roccia, in un attimo siamo a Paganica (ci dimentichiamo di rifare benzina all'ultimo distributore), la galleria stretta nella roccia con un altro Santuario, Assergi , passiamo l'uscita dell'autostrada e giriamo verso Fonte Cerreto, siamo già arrivati! 
Spengiamo le moto nel garage dell'hotel dove abbiamo prenotato le uniche due notte su tutto l'itinerario allo stesso Hotel Fior di Gigli, convenzionato Touring (10% di sconto), dove eravamo stati anche l'anno scorso, e entriamo. 
Purtroppo riscontriamo un peggioramento generale del servizio offerto (colazioni e cene) nonostante la gentilezza del personale, altri cambiamenti sono l'apertura di un Campeggio e di un Bar e la ripavimentazione della Piazza.

Ma a noi non importa, i paesaggi sono ancora meglio del ricordo...

Tot km 387

 

II GIORNO: 20 Luglio
Ci svegliamo presto, colazione spartana, niente di chè come la cena della sera prima e siamo pronti, moto senza bauletto solo con il ragno per tenere la tuta da acqua, solo per scaramanzia dato che è una bellissima giornata.
Rifaremo il giro del Gran Sasso, come l'anno scorso, quello segnalato dalla Guida del Touring: L'Italia in Moto: Itinerario n. 24.

Fonte Cerreto (direzione Teramo), 
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P.so delle Capannelle, Ortolano
Strade deserte, ruvide ma in ottime condizioni, solo mucche bianche e cavalli al pascolo, una volpe rossa spelacchiata  attraversa la strada proprio davanti a me e mi guarda per un attimo... oltrepassato il valico, teniamo la destra, passiamo la Diga e il susseguirsi di case diroccate e gallerie e un solo micropaesino abitato. Decidiamo di fare una variante sul circuito e a Fano Adriano voltiamo a destra verso una strada che sale, Pietracamela si inerpica su uno spuntone alla nostra destra,proseguiamo attraverso un fitto bosco fino a Prati di Tivo dove la strada finisce in un piazzale. Sosta caffè e per sgranchirci e torniamo sui nostri passi.
Montorio al Vomano, Tossicia, Isola del Gran Sasso, Castelli.

Da qui la strada inizia a salire e io sono un po' preoccupata per l'asfalto, è il tratto che era  semiasfaltato l'anno scorso..come sarà dopo un anno? E invece, sorpresa, tutte le voragine e i pezzi più dissestati sono stai riasfaltati, mentre l'ultimo tratto prima di affacciarsi alla Piano di Campo Imperatore che era perfetto ora è pieno di buche e pericoloso perchè i raggi di sole che filtrano da fitto bosco imbrogliano la visibilità.
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Conoscendo la strada, ci sembra breve, ci si mostra, anche questa volta con lo stupore di chi lo vede per la prima volta, la maestosità immobile di Campo Imperatore: un paio di dirizzoni infiniti e siamo a dover scegliere in quel delle due Macellerie, perse nel nulla, pranzare. Scegliamo quella sulla destra, parcheggiamo, siamo le uniche due moto, c'è qualche famigliola, diversi militari (abbiamo visto un campo in zona). Odori e fumi si alzano dalle grondaie allestite a mo' di griglie. Entriamo  dentro alla baracca di legno con veranda, è scuro, un paio di tavoli ma subito siamo catturati dai due banchi frigo e dal "phoff" dello sportello della cella frigorifera che si apre ritmicamente...In un attimo siamo fuori con un foglio di carta pieno di prelibatezze  e una bottiglia d'acqua... Fugzu guadagna uno spazio per arrostire i 20 arrosticini, io mi siedo a uno dei tavoloni, tutti rigorosamente in pieno sole, e inizio ad assaggiare salamini stagionati, ricotta fresca e crema di formaggio e un paio di fette di pane (ci siamo dovuti limitare, vi assicuro che tutto era fresco e da assaggiare !)...chiacchiere e sale in comune per la carne e ci godiamo l'attimo...

Il Paradiso però non ha gabinetti, ne Campo Imperatore ha alberi... così per forza maggiore dopo  un po' ripartiamo in direzione del Bar in cima all'arrivo della Funivia del Gran Sasso, meno poetico ma sempre una scusa per fare altre curve... 
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Tutto è più verde dell'anno scorso, incontriamo solo qualche moto e scooter, solo un paio parcheggiate sul piazzale in cima a 2388m. Sosta tattica e decidiamo che è troppo presto per tornare diretti a casa...E' un susseguirsi di curve armoniche seguite dai borbotti della marmitta in decelerazione, allungando l'occhio nelle gole scorgiamo due pozze d'acqua color bolla di sapone e fango, tutt'intorno, minuscoli, i cavalli e le mucche si rinfrescano.. si sta bene, 25° ventilati. 
Oltrepassiamo Fonte Cerreto, rivalichiamo il P.so delle Capannelle e ci dirigiamo al Lago di Campotosto, diverse curve e animali liberi al pascolo e siamo sotto a un gigantesco muro in cemento, , lo aggiriamo salendo e in un attimo alla nostra sinistra si accende una vallata di un celeste acceso. La nostra ricerca di un posto ombreggiato viene premiata solo dopo aver oltrepassato il ponte che porta al paesino di Mascioni, ecco uno spiazzo sulla sinistra, parcheggiamo le due moto e scendiamo fino all'acqua per una sosta.
Serata con cena" molto basica", all'hotel ... siamo stanchi ma sono felice perchè ho goduto di giuste traiettorie, giuste velocità e di qualche curva perfetta.

Tot Km: 254

 

III GIORNO: 21 Luglio
Colazione, conto, le moto sono cariche e noi siamo velocemente vestiti:  partiamo, l'aria è fresca, giornata limpida. Torniamo ad Assergi, Paganica e imbocchiamo la S 17 su cui staremo quasi tutto il giorno. Sfioriamo Sulmona, affrontiamo una mega salita su una strada a scorrimento veloce.. ma in via di asfaltamento...
diventerà da ora in poi il mio personale tormentone... tornati su: strade "zigrinate", strade in asfaltamento, strade "zigrinate"in asfaltamento sotto pioggia forte...
fortunatamente il traffico non è molto...dopo l'ennesima galleria sbuchiamo  sull'Altipiano delle Cinquemiglia 1200, Roccaraso, e per crinali  quasi senza accorgerci oltrepassiamo un Paio di Valichi sconosciuti anche alle nostre Carte, forse il Sannitico e il Macerone (1684 m). Finalmente passiamo Isernia e ci fermiamo per due ottimi panini imbottiti a un Bar sulla strada, proseguiamo per Cantalupo, Campobasso nel caldo più assoluto nella speranza di trovare un punto ombreggiato per una sosta.. ma niente, nonostante la deviazione per microstradine verso il Lago di Occhito dal celeste acceso misto ad acquitrino, non c'è un metro d'ombra ma in compenso ci imbattiamo nelle nostre prime Cavallette...
rassegnati proseguiamo e sembra di essere in Toscana, dolci colline di grano appena tagliato si aprono davanti a noi, cereali e mulini a vento, poi viti, pomodori e ortaggi...poi la strada, senza un filo d'ombra ma con vento forte e costante , rimane dritta all'infinito.
Voltura Appula, il Valico del Lupo, verso la piana. Sfioriamo Lucera e le sue fortificazioni e giriamo verso S.Severo, Apricena, squallida città polverosa (famosa per il marmo)...proseguiamo, Sannicardo Garganico, giù intravediamo all'orizzonte il mare. Eccoci a Torre Mileto micro paese di mare con due hotel  e qualche spaccio tutto fare. Il primo Hotel a Fugzu sembra troppo, il secondo quando ormai l'abbiamo scelto scopriamo che è davvero da sopravvissuti.. c'è anche un campeggio ma ormai ci siamo fermati... ceneremo in quello migliore...
Facciamo anche un bagno in mare prima di cena...le famigliole al sole e le macchine ci raccontano storie intere di vita... non ci sono turisti ma solo gente di lì tornati dall'estero con la famiglia per le Ferie... solitamente la moglie o solo i figli non parlano l'italiano ma il tedesco, il francese o il belga. Breve giro al tramonto con solo la TA.
Mercatino e passeggio serale piacevole, cena ottima al Ristorante  Pizzeria dell'Hotel La Gardenia.

Tot km: 342

 

IV GIORNO: 22 Luglio
Dal Gargano ad Altamura attraverso le Murge.
Notte quasi insonne per il caldo e uccellino mattiniero, alle 7.30 con 30° e tasso di umidità impossibile, abbiamo già fatto colazione all'unico Bar, e partiamo mentre la piccola spiaggia si sta già popolando.
Torre Mileto, Rodi Garganico, il lago di Varano è quasi invisibile, come anche la costa dall'altro lato, coperti entrambi da vegetazione a campeggi. Prima di Peschici voltiamo a destra per Vico del Gargano.
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Entriamo nel Bosco Umbro, alberi secolari  e curve pennellate, strade deserte, solo qualche camion o pullman si materializzano sui tornanti , mentre io faccio fatica a ingannare il ritmo giusto...due chiacchiere a motore spento con un micro porcellino rosa, solo soletto sulla strada e salendo, siamo a Monte S.Angelo. 
Ci fermiamo casualmente e scopriamo un luogo di culto della Religione fino dagli albori: la Grotta di S. Michele, fa effetto pensare e vedere le tracce dei fedeli e pellegrini...dalla piazza affollata e calda si scende, si scende e ti perdi in una atmosfera strana, non sai dove , quando, chi sei...Torniamo al mondo reale e ci dirigiamo verso Mattinata, dopo aver intravisto una specialità locale, dolce: le ostie con le mandorle.. ma fa troppo caldo per pensare solo di assaggiarle.
Ormai siamo sui 40° fissi, olivi , muri di pietra a secco, saliamo e ci inoltriamo verso l'interno; Valico del Lupo, scendiamo fino a Vieste poi nel tentativo di fare un tratto lungomare ci ritroviamo di nuovo a Mattinata. 
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Siamo stanchi, la strada diventa dritta, interminabile, quasi noiosa, passiamo Manfredonia e le saline di Margherita di Savoia, tristi nonostante gli aironi e il paesaggio unico., Giriamo di nuovo verso l'interno: Trinitapoli, S. Ferdinando di Puglia con i suoi vigneti e le strade deserte e dritte, sfioriamo Canosa di Puglia e le sue grotte scavate . E via sempre soli, ogni tanto incrociamo un Tir che ci fa tremare nel risucchio dello sbalzo del vento altrimenti costante come la luce forte.
Le colline si trasformano, ingialliscono, la terra arata è rosso scuro, stiamo entrando nelle Murge. 
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Minervino, paesone con antica memoria storica, evitiamo Gravina e con una scorciatoia siamo ad Altamura. Tour del centro storico( pedonale) per scoprire che il mega hotel che avevamo scelto è tutto pieno, poco fuori però troviamo forse di meglio: cordialità, gentilezza, garage, ottima stanza e cena all'Hotel Svevia (convenzionato Touring).

Altamura è bellissima sia come architettura, sia come persone e attività commerciali. Facendo un giretto siamo rapiti da un Bar Pasticceria proprio davanti al nostro Hotel e dai manifesti affissi per la popolazione per l'allarme cavallette. Scopriamo così che c'è davvero una emergenza con tanto di avvelenamento serale a zone.. per una vera e propria invasione di cavallette...

Tot km: 366

 

V GIORNO: 23 Luglio
Ci incontreremo con Decibel e una sua amica.
Partiamo con calma, è già caldo, dobbiamo arrivare a un hotel a Potenza e lasciare i bagagli nell'attesa dell'arrivo da Napoli di Decibel.
Altamura, sfioriamo Gravina percorrendo sempre con un forte vento una strada trafficata, Irsinia, Tolve: distese di grano su colline tonde a perdita d'occhio, strada deserta e veloce, manteniamo i 90 costanti ondulandoci sulle curve dolci. Bivio di Tricarico, Vaglio, Potenza.
Ci mettiamo un po' a trovare l'hotel, segnalato dalla nostra guida Touring: Potenza è caotica e brutta, l'Hotel LA PRIMULA (loc. Buscaletto, uscita Potenza Est,Albergo Ristorante Pizzeria, tel 0971 58310) è fuori, nella zona industriale.
Lo sforzo è premiato con la scoperta di un vero paradiso della cordialità: ci danno la suite per il prezzo di una matrimoniale. Ci perdiamo in chiacchiere nell'attesa di notizie di decibel e scopriamo che Antonio, il figlio del proprietario è un motociclista...in un attimo stiamo guardando due Suzuki: la vecchia 600 da enduro e una 800Xs a cardano bellissima.
Finalmente ripartiamo per incontrare Decibel e Valentina, sulla AT con tre bauletti e tenda; dopo un salto da Mc Donald e benzina partiamo per il tour che avevo programmato ma è davvero tardi e dovremmo fare anche sosta in farmacia per una medicazione al viso di Valentina ..intanto Fugzu il becco della vespa di un giorno prima continua a peggiorare...
Torniamo al bivio di Tricarico, passiamo 3 Valichi che altro non sono che scollinamenti, le vere imprese sono le conquiste di ciascun paesino. Valico Tre Cancelli, Tricarico e vista guidata alla torre Normanna e ... alla farmacia a seguire doppio tour del Pronto Soccorso dell'ospedale con medicazione e ricette per Fugzu e Valentina, ritorniamo ancora alla Farmacia e finalmente ...iniziamo il vero giro. Bosco e armonia di curve. L'andatura varia a seconda dell'attenzione di ciascun per il paesaggio, i paesini arroccati e i numerosi rapaci che ci volteggiano vicini.
Grassano, Grottole, Miglionico e decidiamo causa l'ora di tagliare un pezzo di giro, nel timore delle cavallette al tramonto, scendiamo e risaliamo, Ferrandina, poi si apre un paesaggio lunare, di curve e calanchi in saliscendi armoniosi, alternati a campi di grano appena trebbiati, la luce si abbassa, l'andatura aumenta, il fascino del momento è unico, siamo sempre soli. Quaranta km senza traccia umana, fuori dal tempo. (Queste sono le zone dei ciack del film " Non ho paura" di Salvatores.)
Giriamo verso S. Mauro,poi verso Garaguso dopo consiglio di un locale per raggiungere più velocemente possibile la Basentana e Potenza. Ancora tante curve e raggiungiamo la Basentana alle ultime luci ma siamo più distanti del previsto: andiamo ad andatura costante ma a metà strada siamo costretti a una sosta per pulire le visiere da ... non dalle cavallette ma da milioni di micro moscerini che ci colpiscono come piovesse scrosciante. Alle 21.15 arriviamo all'hotel, avvertiamo che anche i nostri amici rimarranno e dopo una mega doccia scendiamo per una cena e chiacchiere al Ristorante dell'Hotel. Ottimo cibo e chiacchiere fino dopo l'una: la Basilicata è entrata nei nostri cuori, decidiamo di restare un giorno in più.

Tot km:  328

VI GIORNO: 24 Luglio
Sveglia con calma e colazione all'americana con ogni ben di Dio anche con Decibel e Valentina. Temporeggiamo e dopo benzina li salutiamo, noi esploreremo un altro di questa piccola grande regione. 
Potenza, P.so Croce di Scrivano, Laurenzana, Corleto Perticara, deviazione per panino prosciutto e mozzarella a Guardia Perticara, poi di nuovo giù a valle sulla ionica nel caldo torrido., verso la costa. Oltrepassiamo Aliano (dove visse Primo Levi),poi prima di Montalbano e Pisticci, ci dirigiamo, salendo verso Craco: paese fantasma, abbandonato dove sono state girate delle scene di un film Passion di Mel Gibson. 
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Lo oltrepassiamo e veniamo travolti da una mega grandinata con pioggia e vento: Ci fermiamo un attimo, non c'è riapro, siamo subito zuppi, naturalmente le tutte da acqua sono comodamente riposte in albergo. Ripartiamo a passo formica, l'asfalto inizia ad essere davvero scivoloso e fa freddo, ma miracolosamente ecco un Bar. Ci fermiamo e in un attimo tutto finisce e le strade si asciugano. Ripartiamo e in breve anche noi siamo completamente asciutti. Stigliano, Bosco di Accettura, ma dopo aver letto tanto, non  mi dice molto, come privo di fascino è il paesino di cattura, passiamo pascoli con mucche bianche  con grosse corna e campanacci. Siamo di nuovo sulla Basentana (n 407), alla nostra sinistra le Dolomiti Lucane, ma per questa volta non le gireremo, ne visiteremo Campomaggio, Castelmezzano, Pietrapertosa o vedremo le recite storiche della Grancia (a cui partecipa anche il proprietario dell'Hotel). Torniamo verso casa. Purtroppo il Ristorante dell'hotel è chiuso per un matrimonio, tentiamo di andare a una trattoria tipica segnalata dai proprietari dell'hotel ma è chiusa per feri e ( Luglio e Agosto), a malincuore per stanchezza dopo un giro in  moto per il non centro di Potenza ripieghiamo per un altro pasto da Mc Donald... siamo troppo stanchi. Un giretto su internet nel pc portatile e una sfogliata ai giornali sempre a disposizione nella hall e a nanna.

Tot km:235

VII GIORNO: 25 Luglio
Partiamo con calma da Potenza, strada a scorrimento veloce, Tito, Torre di Satriano,  (n 95), Brienza, Atena Lucana, Sala Consilina, Padula, Casalbuono. Non c'è molto traffico ma qualche moto si, forse perchè è Domenica.
La natura è più verde, rigogliosa, non fa caldissimo, 30° ma ventilati e probabilmente con poca umidità.
Lagonegro (n19), poco prima di Lauria ci imbattiamo in un motoraduno "misto" del Motoclub locale, ci salutano festosi e ci vorrebbero offrire anche un aperitivo, ma non ne abbiamo voglia, proseguiamo ringraziando e raccontando brevemente dei Netraiders. Ci addentriamo in una foresta, dove sono presenti (unico posto in Italia) numerosi esemplari di Pino Loricato.
Castelluccio, Mormanno, paese bellissimo ma desolato e chiuso, senza neanche un hotel, proseguiamo sulla n504 verso Papasidero.
Subito dopo Mormanno, sulla n504 ci fermiamo, per pranzare, in un Bar Trattoria in mezzo al niente (non ci sono altre case o un paesino vicino): chiediamo due panini con formaggio e affettato e il vecchio proprietario ottantenne e un po' sordo ma cordialissimo. Ripartiamo scoprendo che quello era l'unico punto sosta possibile fino a Scalea.
Il vento è forte e un cielo nero ci minaccia alle spalle: è un susseguirsi di curve ma bisogna sempre fare attenzione agli avvallamenti improvvisi nell'asfalto: la strada non sono transitata da nessuno.
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Attorno imponenti montagne verdi, incontaminate, gole e in lontananza un cavalcavia mastodontico dell'autostrada. Le Grotte del Romito ( dove ci sono delle pitture rupestri preistoriche) ma non ci possiamo fermare  perchè la minaccia di una vera burrasca ci alita sempre più reale sul collo, Papasidero e le sue Gole, continuiamo a scendere e intravediamo il mare,giù in basso all'orizzonte. Scalea, chiediamo info per la sosta ma non ci piace il posto: piccola spiaggia insignificante a ridosso della ferrovia e di una strada di traffico, andiamo avanti sul lungomare un po' disperati. Cirella, Diamante( famosa per l'accademia del Peperoncino ma non ci attira...), Belvedere Marittimo è la nostra ultima possibilità per la notte. L'itinerario prevede nei km successivi l'ingresso nel Parco del Pollino attraverso strada e e stradine assolutamente non turistiche e non abitate: km da non affrontare con la stanchezza di una giornata e la minaccia di un mega temporale.  Alla fine troviamo l'unico hotel (Hotel Belvedere) e ci fermiamo. Nonostante la piscina e la cordialità e il garage, purtroppo scopriremo che è caro e ci si mangia davvero male ma è pur sempre un "riparo per la notte"... 

Tot km 255

 

VIII GIORNO: 26 Luglio
Ci svegliamo con la pioggia scrosciante e un po' di sconforto perchè è impensabile stare ancora in questa zona davvero triste: decidiamo di prenderla con calma e intanto fare un salto per un saluto a una nostra amica di Torino, in vacanza con la famiglia proprio a pochi km più a sud di noi. 
La pazienza ci premia e il cielo si apre, smette di piovere, si scalda e si asciugano le strade mentre facciamo quattro chiacchiere e beviamo 4 caffè. Sono le 11: salutiamo Anna e la sua famiglia e torniamo a Belvedere Marittimo dove imbocchiamo la strada (n105) per S.Agata di Esaro, Sosti.
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Lungro, Firmo (n534) sono due paesini albanesi, le scritte sono in doppia lingua, le poche persone per strada, noi transitiamo dopo l'una, e anche il Bar è chiuso, hanno i volti non italiani, le decorazioni e le chiese ci fanno sentire ancora più lontani. Proseguiamo e il paesaggio diventa più squallido e senza anima come tipicamente succede nelle zone di passaggio dove transita parecchio traffico di camion. Fortunatamente ritornano i campi di frutteti e gli aranceti. Catrovillari, risaliamo verso Morano Calabro, altro borgo medioevale arroccato e ci dirigiamo verso Mormanno nuovamente chiudendo l'anello facciamo a ritroso la strada di qualche giorno fa. Castelluccio, Lauria. Ogni tanto tornate dopo tornante, rigorosamente in solitario ci avviciniamo pericolosamente alle colline cupe, nere, blu, quasi viola che costantemente ci promettono burrasca, poi miracolosamente, le moto curvano verso l'unico pezzo di cielo ancora aperto.
Latronico (n653), Episcopia, Noepli, giriamo verso S.Arcangelo (n92): paesaggi lunari con calanchi rossi e ginestre, siamo sulla Jonica(n598); usciamo a Montalbano Jonico ripercorrendo la strada quais fino a Craco. A Peschira voltiamo però a destra  verso Pisticci Scalo, qualche km di Basentana in direzione Potenza e dopo Ferrandina giriamo per Matera. Strade scorrevoli e con poco traffico.
L'arrivo a Matera (ingresso Sud) è all'insegna del caos e nell'anarchia di guida più totale: alla fine ci ritroviamo nella zona pedonale dei Sassi, fortunatamente ancora stradine strette strette e scivolose e non gradinate. 
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Miracolosamente illesi riusciamo a uscire verso la periferia e trovare un Hotel (Il Chiostro delle Cererie) con parcheggio privato ricavato in un ex convento, gestito da giovani. Senza pretese ma va bene: le moto dormiranno dentro il chiostro.
Ripuliti , a piedi andiamo a fare un giro a piedi per cercare dove cenare, la signora alla ricezione ci ha fornito numerosi nominativi...ma gira gira, scopriamo che praticamente abbiamo girato, in moto, gran parte del centro centro, sfiorando pericolosamente la zona più ripida e solo a gradinate strette come sentieri.
Alla fine entriamo, oltrepassato un basso arco in una Osteria (Arte e Mestieri: La Stalla): tutto tace, la tv accesa, occhiali su u tavolo, ma non c'è nessuno nonostante chiamiamo ripetutamente.. poi arriva una ragazza, dopo un po' il proprietario.. non si capisce se è un posto frequentato o forse saremo gli unici della serata? Sono molto gentili e l'adesivo "lumachina" simbolo degli slowfood ci rassicura ... antipasto, due piatti di pasta (cibo ottimo) in un micro ambiente scavato nella roccia... e .. piano piano inizia ad arrivare gente.. si riempie e sono solo loro due che gestiscono il tutto.. praticamente la ragazza non fa niente.. poi c'è uno strano balletto di personaggi silenziosi che vengono a prendere vino sfuso in bottiglie di plastica con il padrone che prima li ignora poi brontolando glielo da e li fa andare via.

Giro finale della città, davvero affascinante e unica, da vedere almeno una volta nella vita, la zona antica dei Sassi.

Tot km: 349

 

IX GIORNO: 27 Luglio
Tanto per cambiare siamo svegli presto: alle 8 colazione basica ma con brioches fresca compresa nei 60 Euro della stanza. Carichiamo le moto, ci affacciamo per una foto ai Sassi e si parte. Il vento forte ci accompagna per tutto il giorno sostituendosi, da Campobasso, con pioggia forte.
Matera, Altamura, Gravina, Minervino, Canosa, Cerignola...a ritroso il percorso già fatto all'andata ma con strada a maggior scorrimento veloce. Prima di Foggia, stanchi del traffico giriamo verso Lucera. Siamo anche indecisi se andare verso Pescara o Campobasso..Cerchiamo l'Anfiteatro Romano del I secolo e il Castello, tutto è deserto, è dopo l'una... i semafori non funzionano e i pochi mezzi guidano senza nessuna regola: fate attenzione ai tombini e all'asfalto scivoloso agli incroci: io e Lilliput ne sappiamo qualche cosa...volo da ferme, miracolate senza danni, ancora ora non abbiamo capito come mai ci siamo trovate stese.
Proseguiamo per Votura Apula, Campobasso e Isernia.
Acqua da ogni dove, forte, asfalto viscido con variante di asfalto zigrinato con buche e curve da Campobasso a Isernia dove arrivo allo stremo anche se la vera acqua ci raggiungerà quando siamo già in Hotel...
A Isernia ci sono solo 2 Hotel quello all'ingresso del paese ci sembrava troppo rileccato ( poi scopriremo che era famoso per la sua ottima cucina) così decidiamo per l'altro e ci troviamo, con l'aiuto del 892424 all'Hotel Sayonara, tutti gentilissimi ma al Ristorante ci aspetta una cena ridicola, quasi commestibile, almeno alla fine scopriamo che ci è costata solo 10 euro. Che città triste e caotica Isernia. 

Tot km: 344

X GIORNO: 28 Luglio
Nottata con mille rumori e sveglia telefonica in camera, non richiesta, alle 7....Colazione basica, partiamo con il sole, giornata limpida.
Isernia, Castel di Sangro, Altopiano delle Cinquemiglia, fa molto più freddo dell'andata, 20° nonostante sia quasi mezzogiorno: per strade veloci( quando non ci sono lavori in corso o macchine asfaltatrici o mangia asfalto) sfioriamo Sulmona, Popoli, Aquila,le Gole di Antrodoco, Rieti, Terni... ci avviciniamo sempre di più a Gubbio.
Da terni imbocchiamo una strada larga, con ottimo asfalto e grossi curvoni, sembra una pista ma a tratti si formano tappi di traffico, è abbastanza pericolosa  ma alla fine , in breve siamo sotto le fortificazioni di Spoleto, decidiamo di avvertire Zivas e dormire direttamente a Gubbio (lui ci offre casa ma preferiamo andare in albergo per essere tutti più liberi e, forse noi dormire un po' di più la mattina).
Spoleto, Foligno, Nocera Umbra, Gualdo Tadino: il panorama  è di nuovo cambiato, bellissimo ma non possiamo fermarci perchè è una strada a scorrimento veloce fino a Gualdo Tadino. Poi deviamo per Gubbio e in un veloce saliscendi di campi di girasoli, grano e erba verde ci ritroviamo sul piazzale dell'hotel (Beniamino Ubaldi) in cui avevamo dormito al Raduno di Gubbio. Dopo una telefonata a Zivas e Valeria scopriamo che ci verranno a prendere in auto e non andremo a un comune  Ristorante con loro ma a casa di amici dove mangeremo cena a base di tartufo e canzoni di Zivas e suoi amici fino a tarda notte...anche questo è essere Net!

Tot km: 347
XI GIORNO: 29 Luglio
Come di rito anche questa mattina sveglia alle 7 perchè stavano tagliando il prato del campo di calcio vicino in occasione del ritiro di una squadra di calcio... nel nostro albergo!
Ci trasciniamo a colazione, colazione e alle 10 partiamo col sole.
Gubbio, Umbertide, piano piano perchè la strada è zeppa di traffico locale poi a Città di Castello entriamo nella 3 bis, tipo autostrada...usciamo a S. sepolcro: ho bisogno di un caffè!
Iniziano le curve! Da s. Sepolcro (n258 seguendo indicazioni per Rimini), P.so Viamaggio (m983), Badia Tedalda, curve e paesaggi stupendi, qualche mucca bianca con campanaccio e corna lunghe nascosta tra i pascoli, giù in basso armonie di coltivazioni, colline, boschi, un lago lugo e stretto. Pennabilli: sosta pranzo con panino e si riparte verso il Monte Carpegna. Arriviamo salendo in costa al paese arroccato a mo' di cittadella con relativo convento: diventerà l'aspetto tipico di ogni paesino che incontreremo oggi. Poco traffico se non qualche trattore o camion di fieno a rotoloni e asfalto cattivo...ma alla fine per i bei paesaggi ci si fa l'abitudine...agli improvvisi avallamenti e alle mille toppe e buchi sull'asfalto vecchio.
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Stiamo esplorando per la prima volta il Montefeltro, terrà di confine, in provincia di Pesaro-Urbino, con antica identità di ducato, tra Marche, Toscana, Emilia Romagna: nel primo tratto ci capita di cambiare regione ogni due curve...
(S. Sofia e Cicognaia sono due paesini delle Marche dentro la Toscana)
Carpegna, allungo lo sguardo alla mia destra e in lontananza il profilo di una montagna,il suo bosco scuro, mi lascia senza fiato. Campagne ordinatamente coltivate, Frontino e alzando gli occhi all'orizzonte ci si perde nell'infinito delle colline dalle forme dolci, quadrettate; anche le montagne più alte non stonano, non hanno forme brusche.
Decidiamo di stringere il giro e, per questa volta, evitiamo Pietrarubbia e Macerata Feltria ma decidiamo di deviare verso l'eremo del Monte Carpegna: la strada è un po' maltrattatama, arrivati in cima ci si apre un panorama unico a circa 1260 m: Non visitiamo neanche l'Eremo, ma ci limitiamo a riempire gli occhi fino a vedere il mare, la giù in fondo, verso la foschia. 
torniamo sui nostri passi dalla deviazione dopo il paese di Carpegna e ci dirigiamo, tenendo la sinistra verso S.Leo, Villagrande, Motecopiolo.
Dopo numerose curve, sempre rigorosamente in solitario, ecco la visione di S.Leo (io l'avevo visto solo in cartolina da piccola), su uno sperone di roccia altissimo, a picco sulla vallata dietro che ci porta al mare. 
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Lo sfioriamo e da destra scendiamo con rapide curve per una stradina verso Novafeltria, curve e curve e risaliamo a S.Agata Feltria ennesimo paese fortificato: Dobbiamo ormai scendere sulla strada principale di fondovalle (n71) che ci porterà a Bagno di Romagna, ultima nostra sosta.
Inizia una discesa vorticosa, con curve strette, asfalto pessimo e cambio di pendenza almeno tre volte per ogni curva: sembra di guidare da ubriachi, ma poi si prende un ritmo ed è quasi divertente.
Sarsina e la strada sembra quasi in piano; non prendiamo la strada a scorrimento veloce ma ci manteniamo su quella vecchia parallela "tuttecurve" e deserta.
Inizia l'ultimo balletto di curve della giornata:ormai riesco a calcolare il tipo di asfalto,inclinazione della moto, traiettoria, velocità e momento in cui cambiarla prima dell'ingresso in curva, andando in armonia e sena pensieri velocemente.
...e allora vado, andiamo, sentendo solo il momento...
Eccoci a S.Piero in Bagno, non è stato un attimo ma ora andiamo piano come tutte le volte che abbiamo attraversato centri abitati, Bagno di Romagna, Hotel LA Pace, entro e dico con un sorriso: "Siamo di Nuovo qua!" Il proprietario mi guarda e dice" Aspetta, ma voi siete quelli dell'anno scorso e del giro in Abruzzo, del Gran Sasso?" e partono chiacchiere e festosità. Le due moto nel garage sotterraneo, megastanza con aria condizionata e la sicurezza di ogni vizio e coccola gastronomica.
La conferma c'è la sera, sala piena di vecchietti a pensione e solo noi al Ristorante che ci abbuffiamo con crostini misti, cacciagione, agnello fritto e sfiandrine al forno innaffiate da una ottima bottiglia di S.Giovese fino a sbagliare il numero della stanza su cui addebitare il pasto: Giro serale per il borgo per smaltire un po' d'alcol e a nanna, mi addormento subito mentre fuori nel Pub a pochi metri da noi strimpellano musica hard a tutto volume.

Tot km: 233

XII GIORNO: 30 Luglio
Sveglia presto, purtroppo questa volta è perchè filtra troppa luce tra le tende. Si va a fare colazione con succhi, caffè, strudel fatto in casa, brioches e affettati: Richiudiamo i bauletti e prepariamo i bagagli ma staremo fino a pranzo:
Venerdì, scopriamo che c'è mercato, gironzoliamo e troviamo un regalino per i nostri due bambini, ma non resistiamo alla vista di tutto il ben di Dio su una bancarella dove una coppia bene in carne vocia richiamando l'attenzione dei passanti: vendono tentazioni pure di formaggio e insaccati vari: alla fine ci scappa un sacchetto con una decina di stringhe di cinghiale secco.
Pranzo all'Hotel con solo "prova primi piatti" (tanto per restare leggeri) : ravioli di patate e zucca e ravioli tartufati.Alle 14.30 dopo l'ennesimo doppio pieno benzina ci apprestiamo ad affrontare l'ultima giornata di viaggio: la sera prima avevo messaggiato Drako e oggi faremo un tratto con lui.
Io sono in piena "sindrome di Pinocchio" (così battezzata da me le prime volte che guidavo la moto): non riesco  a fare le curve , sono rigida, come di legno nonostante il contakm di Lilliput stia passando ora i 14.000 km. E' la prima volta che mi succede in queste vacanze, forse la mezza giornata di ozio, forse la vicinanza a casa, forse l'idea che orami sta per finire tutto, ma ci metto un po' a carburare, Fuzgu prima poi anche Drako hanno pazienza e  dopo un po' sfrecciamo tutti e tre felici.
Bagno di Romagna, Passo dei Mandrioli (1173), asfalto ottimo, Badia Prataglia, Passo Fangacci (1449)...anche il passo sterrato dopo tutti i patimenti delle strade "in lavorazione" è in realtà facilissimo e mi sembra corto, terra battuta  e non più buche e ghiaia grossa come l'anno scorso: E' fresco , le nostre tre moto borbottano nell'ombra del bosco di alti fusti, mi sciolgo nella guida, ritroviamo l'asfalto e l'Eremo di Camaldoli, proseguiamo sempre condotti dal cavalleresco Drako. Scendiamo: Pratovecchio, Stia, fa più caldo, Valico Croce a Mori (955), prima di Dicomano ci salutiamo: lui gira verso Pontassive, noi proseguiamo verso Londa, Dicomano. Andiamo con andatura calma rassegnati a trovare sempre più caldo, sempre più traffico, sempre più autovelox, sempre più stupidi alla guida.
Vicchio, Borgo S:Lorenzo, S.Piero a Sieve, Diga del Bilancino, Barberino.
Ormai le moto conoscono la strada, sentiamo odore di casa, Croci di Calenzano, Calenzano...eccoi nel caos e nell'anarchia che fino a qui ci aveva risparmiati, qui ce n'è un vero concentrato: alcune macchine ci puntano letteralmente, prima uno poi l'altro e non smettono neanche dopo minacce fisiche e verbali di entrambi: noi che avevamo paura della guida a Sud scopriamo con amarezza che la peggiore educazione è a pochi km da casa! Arrivare a casa illesi è una vera sudata, pur avendo scansato il possibile traffico del centro di Firenze. Prato, Pistoia: sani e salvi in garage.

Tot km: 154

Il contakm di Gipsy non è mai stato azzerato, anche se c'è qualche giretto serale in più, il totale meno qualche metro è di 3600 km.

Che avventura! Fuzgu si è lamentato perchè non abbiamo fatto giorni di sosta reale e riposo, ma ha ammesso di aver girato per posti unici, peccato che la Basilicata non sia proprio dietro l'angolo ma ancora tanti km ci aspettano, da scoprire in Italia e oltre.  

 

Luvi & Lilliput Honda Vigor 650 Blu

Tot km percorsi in 12 giorni: 3600

.....verranno inserite anche altre foto

aggiornato 16 Agosto 2004