Articolo pubblicato su Petnet nel dicembre 2001

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Viene dall'Africa il piccolo cane che non abbaia

Il Basenji è una razza affascinante e robusta, ma adatta solo a chi può fornirgli spazio e possibilità di movimento

Di Luisa Ghetti Mati*

L'amicizia fra uomo e Basenji si perde nella notte dei tempi. Piccoli canidi con la coda arricciata sulla schiena sono raffigurati nelle scene di caccia delle pitture rupestri primitive in Libia. Gli antichi egizi li amavano a tal punto da raffigurarli in scene di guerra accanto al Faraone, o in affreschi di vita quotidiana. Prendendoli come simbolo per raffigurare Anubi, una delle loro più importanti divinità e mummificandoli alla loro morte, per portarli con sé nella vita dell'Aldilà. A fine Ottocento gli esploratori inglesi, durante le spedizioni in Centro Africa, furono colpiti da questi strani cagnetti, amici silenziosi degli indigeni pigmei che li usavano per la caccia con le reti della selvaggina.

Di forme immutate per migliaia di anni
Portati, dopo numerose peripezie, in Gran Bretagna i primi esemplari, vennero chiamati Basenji dal responsabile dello zoo di Londra. L'interesse per questa strana razza crebbe un po' in tutto il mondo, soprattutto in America e nei Paesi Scandinavi. Si scoprì come questa fosse vissuta a fianco dell'uomo per migliaia di anni, senza subire modificazione fisica, mantenendo inalterato, inoltre, nonostante il susseguirsi delle epoche storiche umane, lo spirito di amicizia-collaborazione nato nella preistoria. E' probabilmente questo legame ancestrale, e il fatto che tutti i Basenji guardano l'uomo sempre negli occhi, ciò che affascina e colpisce coloro che si innamorano di questa razza, pur non conoscendola, se non come quella dei "cani che non abbaiano". Il Basenji pesa intorno ai 10 Kg ed è alto circa 40 cm. I maschi hanno un'altezza leggermente maggiore e sono più pesanti, oltre a mostrare una mascella più accentuata.

Pelo inodore e sottile come la seta
Il loro pelo è corto e sottile come la seta, e non ha alcun odore. Si tratta di una razza molto pulita ma che odia l'acqua e preferisce pulirsi come i gatti. Gli esemplari possono essere, dal punto di vista della colorazione, fulvi, tricolori neri, neri, tigrati fulvi con sempre estremità delle zampe, estremità della coda e collo o parte del collo bianchi. In Italia esistono solo Basenji fulvi e tricolori neri. Il loro passo è molleggiato, con orecchie piccole ed erette fin dal primo mese di vita, coda arrotolata ad anello sulla schiena (è difetto la mancanza di questa caratteristica, come gli occhi chiari o la pigmentazione troppo chiara). Il tronco-gambe, per lo standard, deve rientrare in un quadrato ideale.Gli occhi devono essere scuri e marcati, sulla fronte, e, neo momenti di attenzione, devono essere ben visibili le "rughe" tipiche del loro sguardo corrucciato. Si tratta di un cane adatto per chi ama il particolare, per chi cerca un amico, non sottomesso, che potrà essere conquistato solo con fermezza unita a dolcezza . Si tratta, comunque, di una razza che ha bisogno di spazio, movimento e compagnia. Il Basenji è un cane che ama stare al sole e in luoghi alti, dove può appagare la sua perenne curiosità verso il mondo che lo circonda. Proprio per quest'ultima sua caratteristica non è consigliabile lasciarlo libero in luoghi aperti, se non bene educato.

Emette particolari vocalizzi
Non ha, però, bisogni particolari di razza in quanto molto robusto e di veloce sviluppo nella crescita. Ideale per un appartamento grande o una casa con giardino recintato, non ha cattivi odori (neppure quando piove), in quanto, come abbiamo già detto, si pulisce da solo. Al contrario di tutti gli altri cani non abbaia, limitandosi, ma solo nei momenti più particolari, ad emettere vocalizzi detti "jodel". E' molto allegro ed amichevole con tutti (umani e non) ma se allevato solo, senza contatti sociali, può mostrarsi timido e ritroso nei confronti del "nuovo", retaggio questo dei suoi lontani antenati selvatici. Non sempre è ubbidiente, non almeno nel modo che ci aspettiamo da un cane: ma il Basenji non è un cane. Le femmine vanno in calore una volta sola all'anno in autunno: le nascite dei cuccioli, in tutto il mondo, avvengono, quindi, solo nei mesi invernali. Negli esemplari italiani, con pedigree, non sono state riscontrate malattie tipiche se non quelle delle altre razze canine.

Nessun problema se mangiano ossa
Negli esemplari di "dubbia provenienza" c'è il rischio di incorrere in diverse patologie dovute alla consanguineità o all'incrocio di animali malati esclusi dalla selezione fatta, fin dall'inizio del '900, dagli allevatori seri d'Europa e d'America. Ha un fabbisogno calorico giornaliero minore rispetto a quello di un cane di altra razza ma della stessa taglia. Amano e possono, senza alcun pericolo per la propria salute, mangiare qualunque tipo di osso, anche quelli di pollo e coniglio. Se alimentati a "pappa secca" fin quando sono cuccioli sono consigliate tre dosi giornaliere. E' importante, però, non eccedere perché, soprattutto nell'età dello sviluppo, tendono ad ingrassare. Da adulti è opportuno somministrare un unico pasto al giorno. Nel periodo estivo si può diminuire la dose giornaliera sostituendone una parte con riso soffiato misto a verdure, mentre d'inverno si può usare una "pappa" più vitaminica, senza però aumentare mai la dimensione complessiva del pasto.

*www.basenji.it
e-mail: info@basenji.it

 
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